Ultima modifica: 18 novembre 2017

LIM in classe

Lavagna Interattiva Multimediale

Alla base delle tecnologie didattiche vi è l’assunto che si generi maggiore apprendimento attraverso attività che coniugano il divertimento allo sviluppo cognitivo e permettono la costruzione dei saperi attraverso la partecipazione attiva del bambino e l’attivazione di tutti i canali sensoriali.

Tra i nuovi strumenti per la didattica, la Lavagna Interattiva Multimediale, pur richiamando la centralità della lavagna tradizionale nello spazio d’aula, porta al superamento del tradizionale rapporto di trasmissione del sapere dal docente ai bambini, in favore di una didattica che privilegia l’apprendimento collaborativo, intrecciando le proposte dell’insegnante con i bisogni e gli stili di apprendimento degli alunni.

Una lezione diventa  “immersiva” per gli alunni perché i bambini hanno affinità con gli “oggetti interattivi”: la manipolazione degli oggetti, siano essi parole o immagini, permette loro di padroneggiarli, di farli propri, comprenderli e quindi rielaborarli più facilmente. Per esempio, in una prima classe, quando i bambini sono alle prese con l’apprendimento della lettura, è molto diverso proporre una scheda con sillabe da sistemare per formare le parole dal poter spostare fisicamente queste sillabe alla LIM e comporre una parola. La gestione della classe è semplificata perché mentre un gruppo lavora alla lavagna il resto della classe può lavorare sugli stessi materiali presentati alla lavagna e stampati.

Nel campo della didattica della matematica, i vantaggi sono evidenti: gli strumenti i informatici permettono modalità di lavoro in classe altrimenti impensabili. Basti pensare, per esempio, alla differenza fra il tracciare linee o disegnare figure geometriche sulla lavagna tradizionale e il farlo con gli strumenti software della LIM, dove si possono utilizzare goniometri e righelli “virtuali”, tracciare e direzionare linee, inserire figure campione che possono essere manipolate a piacere per assumere le caratteristiche volute.

Il docente può strutturare la propria lezione con particolare attenzione alle forme della comunicazione e alla gradualità nella presentazione dei concetti; la lezione frontale risulta vivacizzata e coinvolgente poiché il focus si sposta dall’insegnante al contenuto, reso più accattivante  grazie all’interattività e alla condivisione della classe.

Inoltre, poter lavorare sia su carta che sull’oggetto digitale rappresenta un valido supporto per i bambini in difficoltà. Nel caso di un bambino con problemi motori per esempio, poter fare la stessa attività dei compagni, scrivendo bene utilizzando la tastiera del computer è un motivo in meno di frustrazione e una iniezione di fiducia che lo sprona ad impegnarsi.

Grazie ai fondi europei “FESR-Ambienti per l’apprendimento”, sono fornite di LIM:

  • Tutte le Aule della Scuola Secondaria di Primo Grado;
  • Tutte le Aule della Scula Primaria;
  • Un’Aula, in ciascun plesso, per la Scuola dell’Infanzia